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papa-francesco-saluto-2Cari amici, vorrei esprimere la mia e la nostra gioia per l’elezione del Cardinale Jorge Mario Bergoglio a Vescovo di Roma con il nome di Papa Francesco.
E’ stata una sorpresa, come è stata una sorpresa la rinuncia di Benedetto XVI.
Sì, la Chiesa ci sorprende, perché è guidata dallo Spirito Santo, sorprende uomini e donne abituati a ripetere se stessi, a considerare che tutto deve essere come prima, gente abituata a dire: “Abbiamo sempre fatto così, è sempre stato così.” Ma lo Spirito soffia dove vuole e bisogna sentirne la voce, altrimenti si resta uguali a se stessi, cristiani mediocri e dominati dall’io. Ci ha sorpreso Benedetto XVI che è stato un innovatore, un uomo spirituale, un uomo di dialogo, un papa che ha guidato la Chiesa in tempi difficili. Ringraziamo ancora il Signore per avercelo dato. Il gesto di umiltà con il quale ha rinunciato ad essere vescovo di Roma mette in discussione uomini e donne che non rinunciano a niente, attaccati al posto e al ruolo, dove ogni cambiamento sembra una tragedia.

Non si può infatti continuare a dividere la Chiesa in conservatori e progressisti.
Ogni innovatore non può non essere radicato nella tradizione, altrimenti è radicato solo in se stesso. Il Papa Francesco ci ha sorpreso.

Innanzitutto il suo nome, Francesco, il santo di Assisi, che ha rinnovato la Chiesa rimanendo nella Chiesa, radicandosi in un Vangelo sine glossa, senza aggiunte, amico dei poveri, la cui testimonianza segna ancora il mondo e attira a lui tanta gente. Poi il saluto e la preghiera. Si è presentato come vescovo di Roma e ha chiesto al popolo di pregare. Ha detto: “Incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella! E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.
Parole che parlano da sé.
Preghiamo il Signore perché custodisca questo nostro pastore perché ci guidi verso Gesù e ci sostenga nei tempi difficili che viviamo. Preghiamo perché mossi da questa gioia con rinnovato slancio la nostra chiesa diocesana si impegni nell’evangelizzazione e nell’amore preferenziale per i poveri come ci viene chiaramente chiesto da Papa Francesco all’inizio del suo pontificato.

 
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