Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Navigando questo sito, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla pagina della legislazione europea e clicca qui

padre-passionisti-falvaterra“…Marta si mise subito a preparare per loro ed era molto affaccendata. Sua sorella Maria invece si era seduta ai piedi del Signore e stava ad ascoltare quello che diceva. Allora Marta si fece avanti e disse :” Signore non vedi che mia sorella mi ha lasciata solo a servire? Dille di aiutarmi! Ma il Signore rispose :”Marta, Marta ti affanni e ti preoccupi di troppe cose. Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto  la parte migliore e nessuno gliela porterà via. “

Sono queste le parole di Luca (10,38-42) che hanno accompagnato la giornata del 3 luglio dedicata alla preghiera, al confronto, alla meditazione rivolto agli operatori pastorali della nostra parrocchia.

Il convento dei Padri Passionisti a Falvaterra, con il suo silenzio e la natura che lo circonda, ha fatto da cornice ai diversi momenti della giornata.

 

Abbiamo accolto nel gruppo Don Paolo, sacerdote parroco della Sacra famiglia di Frosinone, che, confessando la sua poca avversione a parlare in pubblico, ci ha resi però consapevoli dell'importanza che una comunità viva e in comunione ricopre all'interno della Chiesa. Il tema della famiglia ha caratterizzato il fulcro della sua breve ma efficace testimonianza.

In particolare ha sottolineato che una comunità è prima di tutto una famiglia nella quale ogni individuo assume un proprio ruolo, ha dei doveri e delle responsabilità, nella quale ognuno possa lavorare per partecipare all'esperienza di vita parrocchiale tenendo sempre presente che siamo strumento del Signore che ci guida attraverso l'ascolto della sua parola "nell'orchestrazione pastorale" del parroco e dei suoi collaboratori.

Creati così i presupposti per una riflessione personale, ognuno di noi ha avuto modo di ritirarsi nei luoghi in cui ci siamo sentiti accolti e vicini al Signore. Così la chiesa, il viale, il noccioleto, i prati ci hanno accompagnati nel cammino di meditazione.

Ci siamo riuniti poco dopo nella sala messa a disposizione dai Padri per il momento della Collatio, durante il quale ci siamo resi subito conto di quanto sia difficile comunicare al gruppo cosa il Signore ci suggerisce quando ci poniamo in ascolto ai suoi piedi.
Ne è nato un momento di confronto costruttivo sul senso della nostra comunità, su come ognuno di noi possa partecipare alla vita parrocchiale seguendo gli insegnamenti che Gesù ci ha lasciato ed in particolare l'amore verso il prossimo.

A conclusione della giornata, il nostro caro parroco Don Angelo ha celebrato la S.  Messa ribadendo nell'omelia che l'ascolto della Parola e la fruizione condivisa dei doni e delle ispirazioni è condizione necessaria per entrare nel Regno di Dio, per dare il giusto peso e senso a ciò che si fa quotidianamente.
L'arte della condivisone spirituale, di fondamentale importanza per ogni comunità che desideri crescere e "programmare nel Signore" le attività si acquisisce con tanta pazienza ma con impegno costante. Ma questa è la via della fecondità pastorale.

E' di grande aiuto al cristiano trovare il tempo per ascoltare la voce dello Spirito che ci parla e trovare il tempo della preghiera: ascoltare Dio che parla nel sacrario della propria coscienza.
Un atto intimo e non intimistico; un momento in cui pur essendo da soli siamo Chiesa e che nella Chiesa locale e nella comunità parrocchiale, con la condivisione dei carismi e dei doni, il senso di appartenenza e la generosa dedizione, si misura la bontà e il peso della nostra intimità spirituale.