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Scrivo a te futuro catechista, se vorrai.

Come sai bene, si sta avvicinando la fine dell’estate, l’inizio della scuola e… il Catechismo.

Al centro, come indispensabile elemento di queste esperienze, ci sei tu!

A te è dato il compito di trasformare a misura di bambino e di ragazzo, i tanti messaggi e le riflessioni che la comunità cristiana propone a loro attraverso le attività di catechesi e di gioco, ma soprattutto tu sei colui o colei che sa stare con i bambini e sa vivere proprio accanto a loro e condividendo con loro tutti i vari momenti.

Il tuo servizio rende concreta ed evidente l’attenzione che la comunità cristiana dedica alla cura dei piccoli, sei importante per dire a tutti i bambini, i ragazzi e le loro famiglie che in parrocchia possono trovare qualcuno che vive con loro tante occasioni di incontro, di crescita, di cammino alla sequela di Gesù.

A te catechista è chiesto di dedicarti più di altri al servizio per i più piccoli mettendo a disposizione tutto il tuo tempo, le attitudini personali, le conoscenze, le esperienze fatte in anni di vita, mettendo a frutto “quello che altri hanno fatto per te”.
È bello per te, devi ammetterlo, fare un servizio che vale proprio perché è esperienza di dono gratuito, di investimento “a perdere”, è un’occasione dove attraverso i momenti del divertimento, ti è chiesto di metterti in gioco, di lasciare da parte la paura di sbagliare o di fare brutte figure e di “giocare” tutte le tue capacità.

Sappi che non stai con i bambini a titolo personale (perché ti diverti, perché ti piace giocare, perché ti auto-realizzi, o per mille altri motivi), ma il tuo servizio si inserisce in un progetto educativo più ampio e collabori alla crescita umana e spirituale di ogni bambino e ragazzo che incontri (don Bosco pensando ai suoi ragazzi dell'oratorio li voleva "buoni cristiani e onesti cittadini").

Il valore vero del tuo servizio non è tanto in quello che fai, ma nel modo, nello stile e “nel cuore” con cui lo fai. È importante che la comunità cristiana si preoccupi di aiutarti a formare le tue competenze anche tecniche, a farti conoscere nuove metodologie, a darti tanti aiuti perché questi elementi siano al servizio dell'opera educativa che tu, nella semplicità, saprai svolgere con i bambini. A questo proposito, verranno organizzati incontri periodici a cui tutti siamo chiamati a partecipare!!!

Certo a te catechista spetta sicuramente il crescere nella tecnica e nel metodo (preparare il materiale, variare le proposte di animazione, specializzarsi in alcune tecniche…) ma soprattutto è importante che tu concepisca il servizio che sei chiamato a svolgere come un’occasione che ti aiuta a maturare come persona e come cristiano, che ti permette di far crescere la tua capacità di condivisione, la fiducia in te stesso e ti fa scoprire che le cose più belle sono le più semplici, quelle segnate dall’autenticità del dono.

Quando educate, voi migliorate il mondo; quando date spazio al bambino, al ragazzo, all’adulto che incontrate, voi onorate l’immagine di Dio che è nel suo cuore; quando formate le coscienze, voi coltivate non solo nuovi credenti, ma anche cittadini responsabili.
Oggi come allora ci scontriamo spesso con cuori freddi, indifferenti, intorpiditi, feriti. E allora lo scoraggiamento può invadere anche i nostri cuori. No, cari catechisti! Vi esorto a guardare a questo nostro tempo come un’occasione di grazia che il Signore ci offre. Non lasciate che le difficoltà prendano il sopravvento e spengano l’entusiasmo. Anche in questa città, in questo tempo, vi è un popolo numeroso, un popolo a cui Dio ci manda.

Certamente i tempi sono mutati, ce ne accorgiamo tutti. Vi è una disaffezione verso la pratica religiosa: molti ragazzi non ricevono i sacramenti e tanti altri abbandonano la vita delle nostre parrocchie dopo averli ricevuti. Una situazione di questo tipo non ci deve spaventare, ma non può neanche lasciarci indifferenti. Sono convinta che essa ci richiede modalità diverse per attuare l’unico progetto pastorale della chiesa, l’annuncio del Regno.

Allora? Mettici l’anima! Usa tutte le energie che possiedi, tutti i doni che il Signore ti ha dato al servizio di quei piccoli che ti sono affidati e contemporaneamente collabora con responsabilità e con gioia alla vita dell’oratorio.