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Attività catechesi
L’ABC DEL CATECHISTA

ascolto

Ho letto questo libro e voglio condividere alcuni punti sui quali mi sono soffermata con voi.

“Perché un ABC del catechista? Fondamentalmente perché il servizio educativo a cui egli è chiamato è così complesso e delicato, così ricco di sfaccettature e attività, che può capitare di perdere di vista l’essenziale, il cuore della propria identità e del proprio agire.
Questo alfabeto può essere utile tanto al neo-catechista che muove i primi passi e ha bisogno di punti di riferimento, quanto al catechista navigato che vuole <<mettere ordine>> nella propria esperienza.”

A come ASCOLTO

Parlare o ascoltare?
Che la principale attività di un catechista sia annunciare, proclamare la buona novella educando alla fede, è certo, quasi scontato…. Ma siamo sicuri che il compito del catechista sia proprio questo? Se è vero che la fede cristiana nasce dall’annuncio e dall’ascolto, dobbiamo concludere che un catechista può esser un buon annunciatore solo se sa essere un buon ascoltatore…. (come ci ha detto don Angelo nell’omelia di domenica scorsa).

B come BISOGNI

Un dilemma quotidiano
1.    “La catechesi deve partire sempre dai bisogni dei ragazzi e dei giovani di oggi, i testi e i programmi vengono dopo”
2.    “Se seguiamo sempre i loro desideri alla fine non si arriva mai a parlare di fede e di cose serie: è il catechista che deve dare l’orientamento, loro si adeguano”
Queste due frasi rappresentano in sintesi due modi di concepire la catechesi che non è difficile ritrovare tra noi catechisti.
Da una parte, cioè c’è chi ritiene che un buon cammino di fede debba partire dal quotidiano adattando linguaggi e contenuti ai destinatari del discorso. Dall’altra parte, c’è chi ha paura che questo <<sminuzzare>> la catechesi non faccia mai arrivare al sodo e quindi propone di impostare un cammino in maniera rigorosa e <<forte>>…..

Il bisogno più grande
Se siamo fermi a questo dilemma, vuol dire che siamo <<fuori fuoco>>. Il cammino di fede non è né un semplice contenuto da trasmettere né un quiz televisivo dove si danno risposte alle domande più strampalate…

Due <<lati della medaglia>>
Detto questo, non c’è in assoluto una regola migliore di altre che valga sempre, e sta alla saggezza e alla responsabilità del catechista decidere da quale versante iniziare dopo aver studiato approfonditamente i programmi e i sussidi per la catechesi e dopo aver valutato i bisogni del gruppo, le sue potenzialità, i suoi interessi. È uno dei messaggi chiave del documento post-conciliare “Il rinnovamento della catechesi (Rdc)”, di cui ogni catechista non può fare a meno….

C come COMUNICARE

D come DIO


La metafora più usata da tutti noi per parlare della maturazione nella fede attraverso la catechesi è <<cammino>>. Ed è giusto, perché il cammino di catechesi, proprio come un’escursione sui monti, ha dei sentieri, delle tappe, ha bisogno di accompagnatori e degli strumenti giusti per orientarsi…. Ma chiediamoci seriamente: qual è la meta? A cosa tendono i nostri itinerari, dove conduciamo i nostri ragazzi e i nostri giovani? Il cammino più entusiasmante non sarà tale se non sarà orientato alla vera meta: dio.

E come ECCLESIA

Uno degli sforzi più grandi per un catechista è vivere e far vivere in maniera autentica la dimensione ecclesiale. Andare per la propria strada con il gruppo dimenticandosi di far parte di una famiglia più grande rimane una delle tentazioni più subdole cui un annunciatore della Parola può essere sottoposto…. Già san Paolo metteva sugli attenti i Corinzi dal perseguire oguno un proprio nodo di credere (cfr. 1 Cor 1,12-13)…

F come FAMIGLIE

Coinvolgere per responsabilizzare
Il primo passo da fare è quello di conoscere i genitori, cercando di instaurare con loro legami rispettosi. Questo non è facile, per diversi motivi. Un motivo di ostacolo è che, per una serie di motivi, storici e culturali, molte famiglie si sentono a disagio nel contatto con la Chiesa, in quanto si sentono oggetto di un giudizio negativo di condanna. Altri ancora vivono <<il catechismo>> come una sorta di <<parcheggio>> o una routine, un’abitudine, per cui non vogliono essere responsabilizzati. È qui che si inserisce l’opera dei catechisti e dei sacerdoti, che devono testimoniare una accoglienza positiva delle realtà familiari per poterle coinvolgere in un percorso educativo….

G come GRUPPO

Abitualmente, la catechesi è un fatto di gruppo. È un dato che diamo quasi per scontato, ma così facendo ci perdiamo la ricchezza di questa forma di aggregazione.

Lo spirito del gruppo e il suo compito
Qual è la ragion d’essere del nostro gruppo? Stiamo insieme per fare catechesi, è vero, per prepararci a un sacramento. Ma non solo. Il gruppo di catechismo, come ogni gruppo, risponde al bisogno umano di socialità, di condividere con altri il semplice gusto di <<stare insieme>>. Un buon gruppo è quello che riesce a mantenere sempre insieme queste due dimensioni…

H come HANDICAP


Può capitare di avere nel proprio gruppo di catechesi un ragazzo down o un disabile. E può capitare che il catechista si lasci prendere dall’imbarazzo: che fare in questi casi? Fare finta di niente? Fare una catechesi <<speciale>> per lui? Come considerarlo all’interno del gruppo? Sono domande serie che meritano un’attenta riflessione…. Egli è un destinatario dell’annuncio al pari di tutti gli altri…..

I come INCONTRI

L  come LITURGIA


Il rapporto tra catechesi e liturgia è un reciproco arricchimento che va ben al di là della semplice preparazione immediata ai sacramenti. Sia nel cammino per l’iniziazione ai sacramenti sia nella catechesi come maturazione di fede continua, liturgia e catechesi sono due <<pilastri>> della vita cristiana che si richiamano a vicenda. La catechesi è un’introduzione e un accompagnamento al senso profondo della liturgia, giacchè <<prepara la piena, consapevole, attiva partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche>> (Rdc 45).
Dal canto suo, la liturgia <<rinforza>> e sostiene il cammino di catechesi, prolunga in essa <<la comunione con Cristo e fa di ogni ulteriore riflessione una conversione con il Padre, nello Spirito Santo>> (Rdc 32)….

M come MARTIRIO

<<Il catechista è un testimone e trasmette la fede più con l’esempio che con le parole>>. Ogni catechista è un martire, ma non perché si trova a sopportare l’esuberanza dei ragazzi o si trova in disaccordo con il parroco riguardo agli orari di catechesi. <<Martire>> non significa <<sofferente>>, ma <<testimone>>. I martiri cristiani sono tali per aver proclamato, con le parole e con la vita intera, la propria fedeltà al Dio incarnato. E noi? Siamo catechisti/martiri? La nostra vita <<parla>> di Dio?

N come NOVITA’

O come OSPITALITA’

P come PREGHIERA

Un percorso che porti alla maturazione della fede non è completo se non prevede anche una crescita della dimensione spirituale. Questo perchè la fede prima di essere un contenuto è una relazione con Dio e con i fratelli; di conseguenza educare alla fede nella catechesi significa aiutare a maturare anche nella vita di preghiera. Ma prima ancora di essere di supporto alla preghiera degli altri, un catechista è chiamato a pregare, a essere un <<orante>>.....

Q come QUIT

R come RISULTATI


Superati i primi anni di servizio, svolti sull’onda dell’entusiasmo, può succedere che un catechista si ritrovi a riflettere sull’efficacia del proprio lavoro: ma ne vale la pena? Stiamo seminando bene o stiamo gettando i semi sui sassi? Magari ce la mettiamo tutta: corsi di formazione, momenti di preghiere, approfondimenti teologici, ma… i ragazzi continuano a non seguire, non dimostrano sensibilità per un percorso spirituale e, come al solito, dopo la cresima spariscono dalla circolazione. Il dubbio allora non è solo legittimo, ma doveroso: possiamo migliorare la nostra catechesi? Soprattutto: riusciamo a cogliere i punti forti e le aree di miglioramento andando a valutare se <<funziona>> in base ai risultati?......

S come STUDIO

<<Quasi quasi accetto l’invito del parroco e mi metto a fare il catechismo: del resto mi ha assicurato che, per fare bene, basta metterci tanta buona volontà e quella non mi manca di certo…>>. Pur partendo da questa visione, il/la catechista di buona volontà non ci metterà molto a scoprire (a proprie spese) che in realtà per fare bene ci vuole qualcosa d’altro. Ci vuole tempo, preghiera, attenzione…. E anche una dimensione in genere trascurata: lo studio. Qualche santo amava ripetere che <<non basta fare il bene, bisogna farlo bene>>…..
… come fare? E se poi valutiamo anche il tempo (come al solito ridotto) che ogni catechista ha da dedicare alla formazione, viene voglia di tirare i remi in barca davanti alle difficoltà dell’impresa….

T come TESTI

Io sono con voi, Venite con me, Sarete miei testimoni: sono i testi fondamentali con i quali i catechisti dei ragazzi italiani fanno i conti, ma spesso sono considerati (e quindi meno usati) in maniera impropria…..

<<Aiuto! Ditemi cosa devo dire!>>
Capita di frequente di incontrare dei catechisti che si affidano ai testi citati in maniera meccanica, senza rielaborare nulla, e addirittura facendo consistere l’incontro nella semplice lettura di alcune sue pagine. Chi la pensa così difficilmente riesce a coinvolgere i ragazzi….

<<Ma che barba questi libri>>
Quasi in contrapposizione con questi catechisti, ci sono invece quelli che non seguono nessuno dei testi della famosa <<triade>>. Perché? In genere si tratta di persone giovani che hanno un buon livello di empatia con i ragazzi del gruppo e sanno coinvolgerlo…..

Una mediazione autorevole della Parola
Benché le due tipoligie di catechista siano opposte, in realtà compiono lo stesso errore di fondo: accostarsi ai catechismi dei ragazzi con la logica del <<prendere o lasciare>>. I testi Io sono con voi, Venite con me, Sarete miei testimoni sono delle mediazioni del messaggio cristiano che vanno accolte nella loro autorevolezza e gestite con libertà e intelligenza. Dire questo non significa sminuire il valore.
Bisogna infatti sapere che questi testi nascono da un’attività seria e approfondita di un gruppo di lavoro incaricato, dalla Conferenza Episcopale Italiana…..buon senso ed umiltà ci suggeriscono quindi di conoscerli bene per capirne tutte le potenzialità prima di liquidarli frettolosamente come <<vecchi>>, e al tempo stesso di considerarli come realmente sono, cioè testi didattici di aiuto…..

U come UOMO

Conoscere l’uomo….
…. Il catechista appassionato di Dio è perciò il catechista appassionato dell’uomo, che legge la Bibbia e poi il giornale, che sa pregare ma anche navigare in internet, che partecipa all’Eucarestia e al termine si sofferma in piazza (sul sagrato)… insomma un catechista <<curioso della vita>> che condivide per gli uomini la stessa passione che ha verso di loro il Dio che vogliamo annunciare….

V come VIRTU’

Z come ZZZZZZZZZZZZ….
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