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Attività catechesi
pesca_miracolosa
La scena della pesca miracolosa e della vocazione dei discepoli può essere presa come immagine di ogni chiamata compresa quella del catechista.
Essere catechista è un impegno grande, bellissimo e pieno di responsabilità per cui è necessario crescere nella dimensione spirituale, nella preghiera, nell'approfondimento dei temi e dei metodi per saper comunicare il vangelo in un modo che cambia molto velocemente. Il catechista è chiamato ad essere uditore della Parola per poi trasmetterla. Il termine "catechista" significa proprio "colui che fa risuonare" "colui che fa l'eco".

Gesù è stato il primo catechista. Durante tutto l’arco della sua predicazione della Buona Novella egli annuncia infatti incessantemente il Regno di Dio, che si concretizza nello svelare agli uomini l’Amore di un Padre di infinita bontà che possiede caratteristiche di madre, poiché accoglie tutti, buoni e cattivi, giusti e ingiusti. A tutti Gesù rileva l’illimitata misericordia del Padre.
Ponendosi nell’ottica della sequela di Gesù, il catechista è una persona che cerca di dare un senso autentico alla vita, che cerca di essere persona vera, pulita in quanto sa - o si sforza – di incarnare le grandi aspirazioni autentiche che fanno parte della natura umana. Il catechista sa che questa vita è una opportunità unica, irripetibile: non vuole sprecarla. Il catechista sa pure che non si può vivere una vita autentica fuori dal mondo, pertanto egli compie una scelta di vita, nello stile di Gesù Cristo, ponendosi, con l’aiuto del Parroco e della Comunità, al servizio dei fratelli nel gioioso annuncio della Buona Novella.
Dopo tanti anni vissuti da catechista insieme ai catechisti - anni trascorsi nella crescita individuale e comunitaria, scanditi dalle lezioni in aula, dagli incontri di catechesi, dai corsi di formazione, etc. etc. – ho imparato che il gruppo funziona quando tutti svolgono il ruolo che corrisponde alle proprie capacità e soprattutto quando tutti i componenti del gruppo si sentono adeguatamente motivati e valorizzati.
Ed è in questa prospettiva di gioia quotidiana vissuta che dobbiamo sentire il bisogno di ringraziare la Divina Provvidenza, che da quel primo "sì" non ha smesso un solo istante di proteggerci e sostenerci, ripetendoci nel momento della difficoltà: "Coraggio, non temete: Io sono con voi!"
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