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Theotokos-AkatistosLE RADICI DELLA CARITA'
Radice, o sorgente della nostra Carità, è l'amore del Padre che ci viene trasmesso dallo spirito di Gesù.
    Questa Carità ci viene annunciata nella "parola", ci trasforma per mezzo della celebrazione eucaristica dei sacramenti e ci rende capaci di amore nella vita.

Sensibilizzazione, animazione e formazione
  • La Caritas parrocchiale ha il compito di suscitare proposte intelligenti ed efficaci volte a favorire la comprensione e l'attivazione del collegamento vitale tra l'annuncio della parola, la celebrazione dei Sacramenti e la testimonianza della Cartà.
  • Promuove, in collaborazione con i vari ambiti pastorali, percorsi formativi perché ogni componente della vita parrocchiale esprima la carità secondo la propria specificità e le diverse necessità.
  • Promuove il volontariato e lo sostiene affinché sempre si rinnovi, senza sclerotizzarsi né diventare funzionale alle istituzioni, ma prestando sempre attenzione profetica verso le persone più deboli della comunità.
La Caritas parrocchiale
  • Non una cosa in più da fare, ma una fedeltà alla missione di sempre, attraverso uno strumento pastorale comunitario di carattere educativo e promozionale.
  • La Carirtas parrocchiale non è un gruppo a sé, né un'associazione, né un movimento, ma è l'organismo pastorale che ha l'obiettivo di animare, coordinare e promuovere la testimonianza comunitaria della carità, con particolare attenzione all'aspetto educativo.

Lo sforzo di comprendere le povertà.....
  • L'intento non è un semplice monitoraggio dei bisogni da assistere, ma lo sforzo di comprendere le persone con problemi, l'esame dei fenomeni di emarginazione ed esclusione e le relative cause, le sfide socio culturali, i meccanuismi di insensibilità ed egoismo individuale e collettivo.

E i poveri......
  • Bisogna chiedersi se una comunità cristiana può dirsi tale e può "v ivere" senza i poveri.
  • Bisogna chiedersi quale "posto" essi hanno nella "pastorale della carità" che in forme diverse la parrocchia intende perseguire.
  • I poveri sono nella stessa strada degli altri, sembra che vivano come gli altri, li incontriamo e facciamo pure l'elemosina, vengono organizzati servizi "per loro", ma molto spesso essi.....non ci sono, essi non portano l'etichetta di "povero", ma vivono da soli la fatica, la sofferenza, la solitudine, l'abbandono, la malattia.

Una parrocchia in cui i poveri <contano>
  • "Per tutta la comunità cristiana e in particolare per la Caritas - organismo pastorale della comunità parrocchiale - partire dai poveri non è scelta escludente perchè in parte, né impegno di pochi, ma fedeltà al progetto di Dio  ed esigenza di radicalità originata dal battesimo, oltre al dovere di coerenza tra professione di fede e stile di vita".

Conoscenza delle povertà
  • Con lo sguardo di Cristo che si incarna nella nostra vita e ci rende figli di Dio, la Caritas parrocchiale ha il compito di rileggere le situazioni e il valore della vita delle persone.
  • La  Caritas parrocchiale, attenta alla vita della gente e radicata in un territorio, ha il compito della conoscenza concreta, puntuale e coraggiosa delle condizioni di difficoltà e di bisogno esistenti all'interno della vita della comunità.

Caritas parrocchiale: educa
  • Nel cercare un linguaggio per parlare a tutti, una sorta di alfabeto comune a partire dal vissuto quotidiano di ognuno, occorre riscoprire la prevalente funzione pedagogica come impegno fondamentale, verso l'intera comunità parrocchiale quale difficile sfida che sta di fronte alla Caritas.
  • E come educazione appassionata, basata sulla comunicazione attenta ai destinatari, che punta ad una formazione attiva e pensa ai contenuti in forte interazione con il metodo, nello stile della pedagogia dei fatti.

I servizi segno
  • Se una comunità parrocchiale recepisce i richiami della Caritas e prende coscienza dei bisogni esistenti e delle attese di chi vive in sofferenza, riuscirà a muoversi per tentare di dare una risposta. Essa non può  (e non deve) pensare di risolvere per intero i problemi, ma può farsene carico in misura proporzionata alle proprie forze, come "segno" per chi ha il compito e la possibilità di intervenire adeguatamente. Così diventa "voce" di chi "ha bisogno" per tutto il territorio. Bisogni e risposte sono proporzionati (di solito) alla dimensione della Parrocchia.

Il consiglio pastorale
  • E' il primo, essenziale luogo della comunione e della comunicazione pastorale.
  • Il consiglio pastorale è consultivo e non decisionale: non si sostituisce alle responsabilità  del parroco né alla corresponsabilità dell'intera comunità parrocchiale ed è luogo di discernimento comunitario.
  • Il principio della collaborazione, che in certi casi è anche di decisione, deve essere applicato in modo più esteso, determinando una valorizzazione più comunitaria, ampia e decisiva dei Consigli pastorali parrocchiali.

IL CAMMINO DELLE NOSTRE CHIESE.....
APPUNTI PER UN DISCERNIMENTO COMUNITARIO

  • L'esigenza e talora la fatica di costruire la Chiesa secondo la visione che il concilio Vaticano  II° ci ha consegnato.
  • Il diffondersi di una mentalità di comunione affettiva ed effettiva.
  • La crescita del ruolo e delle responsabiltà dei laici.
  • Il ruolo e la specificità della presenza e dei compiti delle donne.
  • I cammini di corresponsabilità e partecipazione.