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La Carità

Il significato dell’elemosina

     
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Il significato dell'elemosina non può essere spiegato con categorie legate alla sociologia o alla politica, come per esempio ha fatto Marx, trattando il tema dell'elemosina nelle classi sociali. Il significato dell'elemosina, infatti, se rispettiamo la radice del termine e dell'etimo, è appunto: avere compassione. Il cristiano non ha compassione e non fa l'elemosina per donare qualcosa che è suo. Né lo fa per un principio pur nobile di sussidiarietà e di uguaglianza. Il cristiano fa l'elemosina perché è pienamente cosciente, nella mente, nel corpo e nel cuore che egli è il destinatario del vero Elemosinatore. Il cristiano sa che Dio ha dato tutto per lui. Il cristiano sa che egli è l'oggetto diretto della compassione, dell'amore misericordioso di Dio. Anzi dello "Hesed", cioè le viscere misericordiose dell'amore di Dio.
Quell'amore che "prende la pancia di Dio".
Dio si strugge per te. Sta in pena per te.
Sei cosa sua, più di un figlio per la madre.
Dice infatti il Signore: "Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno? Anche se ci fosse la donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai" (Is 49, 15). L'Elemosina, dunque ha un significato di restituzione per il cristiano.
Il cristiano non fa le cose per ottenere un premio ma semplicemente restituisce, come può, tutto quello che ha ricevuto.
Anzi il premio stesso è fare elemosina.
Il premio stesso è non ricevere nessun premio.
La ricompensa infatti che il Padre fa nel segreto è il premio più alto e il dono più compiuto: tu facendo elemosina impari ad amare come Dio ama con il solo tornaconto di restituire quanto hai ricevuto e nel contempo di "elevare" l'altro secondo Cristo e il Suo Vangelo.
Pertanto l'elemosina non è legata soltanto al denaro ma anche ad altri beni più importanti per dignità e per fine.

Per esempio fai elemosina del tuo tempo. Fai elemosina delle tue competenze. Fai l’elemosina dei doni che Dio ti ha dato. Soprattutto fai elemosina della “tua” fede. Restituendo a Dio e ai fratelli quanto hai ricevuto dal grande e appassionato Elemosinatore. Pertanto appropriarsi di ciò di cui si fa elemosina “suonando la tromba” per apparire o per essere stimati “nelle piazze” come dice il Vangelo, non solo è sciocco ma è un atto di ingiustizia.
Perché in tal modo tu “rubi” gloria a Dio.
Il serpente, satana, è definito nella bibbia come “arum” che signfica sia astuto che ladro; lo stesso termine che Giovanni evangelista usa per parlare di Giuda, il quale non era interessato veramente ai poveri perché era “ladro”.
Anche noi, spesso, siamo come Giuda. Rubiamo.
Non diamo a Dio il suo.
Non restituiamo il “nostro” tempo.
Cerchiamo di manipolare Dio.
Di piegarlo ai nostri capricci infantili.
Di trascinarlo nelle nostre piccole isterie.
Lo neghiamo nelle piazze della quotidianità per calcolo e opportunismo. 
Mia è la mano che lo ha inchiodato alla croce!

Egli, però, che realmente ci ama con viscere di misericordia, desidera che anche noi impariamo a diventare come Lui, capaci di viscere di amore e che cresciamo sinceramente nel senso autentico dell’elemosina. La quaresima è il tempo propizio per crescere in questa scuola di povertà e di essenzialità; di spoliazione e di restituzione.
E nella casa di colui che fa elemosina, non vi è mai tristezza.

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