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Semi sul sentiero di San Francesco

Il Vangelo della fraternità

Nel suo Testamento, dopo aver ricordato la conversione avvenuta grazie all’incontro

con il lebbroso, Francesco d’Assisi prosegue dicendo: Dopo che il Signore mi

diede dei fratelli, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi

rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. Ed io la feci scrivere con poche

parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò”. Insieme ai fratelli che

il Signore gli ha donato, Francesco capisce che deve vivere e tradurre nella quotidianità

di vita il Vangelo. La Regola infatti non è altro che osservare la parola del

Vangelo.

Attraverso San Francesco il Signore ha riportato al centro della vita della Chiesa il

carisma della fraternità. In quell’epoca storica, segnata da divisioni sociali, economiche

e politiche, la vocazione di Francesco è apparsa come un invito forte e suadente

a riconoscere la chiamata evangelica a edificare una“società fraterna”, nella

quale la relazione tra le persone e i gruppi non siano regolati dalla logica del profitto

o della sopraffazione, ma dal riconoscimento dell’inviolabile dignità dell’altro:

una dignità che trova origine nella consapevolezza che ciascuno è amato e custodito

da Dio.

È proprio dalla scoperta della paternità di Dio che Francesco è condotto a vivere in

un atteggiamento di fraternità universale, chiamando tutti fratelli e sorelle: i frati e

i lebbrosi, i briganti e il Sultano, le creature inanimate. Non vede le differenze di

ceto sociale, di cultura, di vocazione, persino di religione, come minacce, ma come

possibilità inedite per creare legami nuovi e arricchenti. In tutti Francesco riconosce

il segno della presenza dell’Altissimo che in ogni realtà ha lasciato una traccia luminosa

della sua bontà.

Questo dono della fraternità diventa per tutti noi, un appello attuale e urgente. Francesco

ci chiede di non stancarci mai di essere testimoni umili e coraggiosi del Vangelo

della fraternità! Ci chiede di essere costruttori di relazioni fraterne, libere e responsabili,

ricche di umanità; pronti ad accogliere tutte le persone con cordialità e in

spirito di gratuità, stimando con gioia la loro dignità e promuovendone la crescita.